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DDL “Codice Rosso”: il reato di Deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso – Riflessioni estemporanee sulla approvazione avvenuta alla Camera dei Deputati del DDL AC n. 1455, trasmesso al Senato lo scorso 8 aprile 2019 (AS n. 1200)

“Codice Rosso”: il reato di  Deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso – Riflessioni “a caldo” sulla approvazione avvenuta alla Camera del DDL AC n. 1455 (AS n. 1200) –

Argomento che meriterebbe più ampie riflessioni. Si anticipa che l’introducenda fattispecie dell’art. 583 quinquies c.p. potrebbe portare, a nostro sommesso parere, ad applicazioni irrazionali della neo-fattispecie autonoma di reato; specialmente se posta a confronto con altre ipotesi di lesioni personali volontarie aggravate (leggasi, ad es., lesioni gravissime), per le quali – contrariamente alla disposizione dell’art. 583 quinquies c.p. – potrebbe operare il giudizio di bilanciamento ex art. 69 c.p.

Vi potrebbero essere conseguenze paradossali nel caso in cui, ad esempio, due soggetti coinvolti in una colluttazione reciproca (classica “discussione” tra barbari; reati commessi in danno reciproco), una delle due persone coinvolte attinga l’avversario al setto nasale (provocandone una lesione che comprometta in modo permanente l’armonia del viso dell’altro soggetto), mentre l’altro contendente provochi al proprio antagonista una lesione grave o gravissima (ad es., renderlo cieco da un occhio), che però non sortisca anche l’ulteriore effetto di alterarne la fisionomia del volto.

Ecco, quest’ultimo, potendo astrattamente beneficiare del bilanciamento ex art. 69 c.p., potrà legittimamente ambire ad un trattamento sanzionatorio che potrebbe teoricamente attestarsi anche tra i soli sei mesi ed i tre anni (come pena base); il primo, invece, subirà un trattamento sanzionatorio decisamente più rigido: pena base compresa tra gli anni 8 ed i 14, più pena accessoria dell’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela ed alla amministrazione di sostegno.

La fattispecie di cui all’art. 583 quinquies c.p., infatti, nel testo licenziato dalla Camera, non prevede un ambito applicativo riservato ai soli casi di aggressione con acido o simili (come per il drammatico episodio occorso all’on. Lucia Annibali), ma si apre invece a tutto un ventaglio di ipotesi applicative (ad es., può concorrere col reato di rissa ex art. 588 c.p., che poco c’entra col concetto di “codice rosso”).

Vista in questi termini, allora, la disparità di trattamento suindicata ci sembra alquanto irrazionale.

Ci si riserva, comunque, un eventuale commento più ampio ed articolato una volta che sarà stato approvato il testo di legge definitivo.


Si ricorda che coloro che volessero contattare lo Studio legale per sottoporre il proprio caso concreto e richiedere un preventivo per assistenza difensiva od una consulenza, possono utilizzare i recapiti indicati nell’apposita sezione Contatti del presente sito web.

Grazie per l’attenzione.