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Sequestro probatorio di dati digitali, perquisizioni informatiche e valenza della copia-clone del supporto di memoria oggetto d’investigazione penale

Sequestro probatorio di dati digitali, perquisizioni informatiche e valenza della copia-clone del supporto di memoria oggetto d’investigazione penale

Riflessioni suscitate da Cass. pen., Sez. VI, n. 34265/2020 e da Cass. pen., Sez. II, n. 37941/2020

Presentazione dell’articolo scritto per la rivista giuridica “Ius in itinere” ed avente ad oggetto il sequestro probatorio di dati digitali

sequestro probatorio di dati - immagine di presentazione dell'articolo
Foto di Gerd Altmann ripresa dal sito Pixabay – Licenza: Pixabay License

L’articolo, che con il presente post si vuol presentare, analizza due recenti pronunce della Suprema corte di Cassazione, ossia la sentenza n. 34265/2020 (Sez. VI penale) e la sentenza n. 37941/2020 (Sez. II penale), proponendo inoltre alcune riflessioni sul mezzo di ricerca della prova del sequestro probatorio di dati digitali, sul rapporto che viene a crearsi tra detto mezzo e la perquisizione informatica, nonché sulla difficile questione dell’inquadramento da dare all’attività di estrazione integrale di dati da un dispositivo elettronico (“copia forense” o “copia-clone”) compiuta nel corso di un procedimento penale.

Il contributo predetto è stato pubblicato, il giorno 15 febbraio 2021, sulla rivista giuridica “Ius in itinere” (ISSN 2611-3902; sito web: www.iusinitinere.it) ed è distribuito, come si trova chiaramente riportato nella sezione “Termini di utilizzo” del sito Internet della rivista (www.iusinitinere.it/termini-di-utilizzo), sotto licenza CC BY-NC (licenza Attribuzione – Non commerciale 4.0 Internazionale).

L’articolo predetto, del quale di seguito troverete un breve riepilogo degli argomenti trattati, è raggiungibile tramite il seguente link: Il sequestro probatorio di dati digitali, le perquisizioni informatiche e la copia clone.

Gli argomenti affrontati sono i seguenti:

  1. La recentissima sentenza n. 37941/2020 (Cassazione penale, Seconda sezione) ed il rapporto che sussiste tra perquisizione informatica e sequestro probatorio di dati digitali;
  2. Il problema della pluralità di metodi acquisitivi della prova elettronica che si riscontra all’interno del procedimento penale italiano;
  3. La risposta che la Cassazione ha provato a dare, attraverso la sentenza n. 34265/2020 (Sezione VI), relativamente alla delicata questione del rapporto tra copia forense e sequestro probatorio di dati digitali.

Per approfondire ulteriormente i temi trattati nel presente articolo, si fa rinvio al libro che vede lo scrivente come autore ed edito da Key Editore: click qui (pagina di presentazione opera).

Si ricorda poi che alla sezioni Pubblicazioni del presente sito è possibile consultare l’elenco delle pubblicazioni che hanno come autore lo scrivente.

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